“Trovo sinceramente sorprendenti le dichiarazioni del capogruppo del Partito Democratico, Diego Moretti, che proprio mentre il Consiglio regionale si appresta a restituire piena dignità e funzioni alle Province torna a mettere in discussione il ruolo e i confini della Provincia di Gorizia”.
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Diego Bernardis (Fedriga presidente).
“L’ipotesi di un modello bicefalo tra Gorizia e Monfalcone, richiamando esempi che appartengono a realtà territoriali profondamente diverse dalla nostra, non è una proposta di modernizzazione. Al contrario – prosegue Bernardis – rischia di indebolire il ruolo del capoluogo isontino e di creare nuove incertezze proprio mentre stiamo costruendo un ente di area vasta più forte, più vicino ai cittadini e maggiormente capace di sostenere i Comuni del territorio”.
“Dopo anni in cui il territorio goriziano ha dovuto confrontarsi con la perdita delle Province e con una progressiva riduzione dei livelli di rappresentanza territoriale – aggiunge il consigliere -, ritengo singolare che proprio oggi qualcuno scelga di riaprire una discussione che rischia di minare l’unità dell’Isontino. Non è una questione tra Gorizia e Monfalcone, entrambe realtà fondamentali per il nostro territorio, ma una questione di coesione, identità e rappresentanza”.
“Continuo a vedere, da parte della Sinistra, una costante tendenza a mettere in discussione strumenti e opportunità che possono rafforzare questo territorio: dalle infrastrutture agli investimenti, fino ad arrivare oggi all’assetto istituzionale della futura Provincia. La nostra comunità – rimarca l’esponente Fp – merita invece di essere valorizzata e rafforzata all’interno di un territorio unito, non frammentato da operazioni di ingegneria amministrativa difficili da comprendere e ancor più da giustificare”.
“Gorizia non può essere ridotta a una periferia burocratica. Come rappresentante del territorio goriziano continuerò a difenderne il ruolo, la dignità e le prerogative istituzionali, respingendo ogni proposta che rischi di indebolire la voce dell’Isontino nel nuovo assetto delle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia”, conclude Bernardis.