“Il gravissimo episodio di avvelenamento da carbofurano, che ha causato la morte di sei grifoni e il ferimento di un settimo esemplare, mi ha spinto a depositare un’interrogazione a risposta immediata per accendere un faro politico sulla vicenda e sostenere la Giunta regionale in ulteriori iniziative di tutela della specie e di rafforzamento della cooperazione transfrontaliera”.
Lo annuncia, in una nota, il consigliere regionale Diego Bernardis (Fedriga presidente), che aggiunge: “La Riserva naturale regionale del Lago di Cornino è un punto di riferimento internazionale per il monitoraggio scientifico e la reintroduzione del grifone nell’arco alpino”.
“La Regione – sottolinea Bernardis – sostiene da anni questo percorso attraverso strumenti normativi, finanziamenti dedicati e la partecipazione a programmi europei. Per questo motivo quanto verificatosi in territorio austriaco desta particolare preoccupazione, anche alla luce del possibile coinvolgimento di esemplari appartenenti alla colonia friulana”.
“L’episodio – prosegue Bernardis – evidenzia quanto sia importante rafforzare il coordinamento tra i territori alpini interessati dagli spostamenti della specie. Grazie ai sistemi di radiotracciamento satellitare e al lavoro scientifico coordinato dall’Università di Udine è stato possibile ricostruire gli spostamenti degli animali e fornire elementi utili agli accertamenti in corso, confermando ancora una volta il valore delle attività di ricerca e monitoraggio sviluppate attorno alla Riserva di Cornino”.
“Con l’interrogazione – fa sapere l’esponente di Maggioranza – si chiede alla Giunta quali iniziative intenda attivare o rafforzare, anche in raccordo con le autorità austriache e con i Länder interessati, per consolidare le attività di monitoraggio, radiotracciamento e prevenzione, proseguendo nel sostegno al Progetto Grifone e alle azioni di tutela della biodiversità”.
“La colonia di Cornino – conclude Bernardis – è una delle più significative esperienze di conservazione della fauna selvatica dell’intero arco alpino. Tutelarla significa preservare un patrimonio naturalistico e scientifico costruito nel corso di decenni di lavoro, ricerca e collaborazione internazionale”.