“Siamo ormai ostaggio di arrivi senza freno, il prossimo Governo nazionale dovrà per forza di cose prendere in considerazione anche gli accessi di immigrati clandestini lungo la rotta balcanica dal nord est Italia”.
Ad affermarlo è il consigliere regionale Diego Bernardis (Lega) che recentemente aveva già puntato il dito verso la mala gestione della sinistra in materia di immigrazione che, a suo dire, “Ha contribuito a far scoppiare l’ennesima furibonda lite fra immigrati all’interno del Cara di Gradisca d’Isonzo”.
“Nei primi 6 mesi del 2022 sono già transitati 40.000 uomini dalle frontiere del Friuli Venezia Giulia, con una media di 40 uomini al giorno che oltrepassano i nostri valichi e accessi boschivi. Ormai l’emergenza migranti nella nostra regione – racconta il consigliere Bernardis citando i dati forniti dall’agenzia europea Frontex – conta un amento del 19% di arrivi rispetto allo stesso periodo del 2021”.
“Concordo con l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, il prossimo Ministro degli Interni dovrà per forza di cose firmare accordi bilaterali con Slovenia e Croazia per attivare azioni efficaci di controllo e filtro al confine di Stato. Magari – continua l’esponente del Carroccio – ripristinando le pattuglie miste e riattivando le riammissioni in Slovenia dei clandestini che non rispettano le regole del trattato di Dublino”.
“Pakistani, Bengalesi e Afghani – prosegue Bernardis, che è anche presidente della Commissione regionale pertinente in materia di immigrazione e sicurezza – sono le principali nazionalità di chi arriva in Italia attraverso i nostri valichi. Nonostante i tentativi di minimizzare la situazione da parte delle cooperative e degli enti che si occupano della remunerativa accoglienza di questi clandestini, la verità è che le nostre strutture sono al collasso e che la situazione è quantomeno critica”.